Anni trenta: le cause della guerra

Prof.ssa Francomacaro | Nei vent’anni che separano i due conflitti una data funge da spartiacque tra i due decenni. È il 1929, anno della crisi finanziaria di Wall Street, che sconvolse l’economia mondiale contagiando tutti quei paesi che avevano rapporti economici con gli Stati Uniti, in particolare quelli europei che contavano sull’aiuto americano per riprendersi dalle conseguenze della guerra. In particolare saltarono i prestiti americani alla Germania, accordati per far fronte alle ingenti riparazioni di guerra. Con il calo della produzione, aumentò considerevolmente il numero dei disoccupati che, insieme alla piccola borghesia e ai coltivatori, formarono la base del consenso al Partito nazionalsocialista dei lavoratori che, da secondo partito nel settembre del 1930, nel luglio 1932 divenne il primo, conquistando, con 13 milioni di voti. I temi della propaganda andavano dalla denuncia delle responsabilità del “capitalismo finanziario internazionale-giudaico” alla rivolta contro i paesi che tenevano in scacco la Germania con la questione delle riparazioni e il divieto al riarmo, alla guerra per la conquista dello “spazio vitale” . Nel gennaio 1933 Hitler diventa cancelliere del Reich. La nazificazione interessa da subito tutti i campi della vita nazionale e della cultura, e prende avvio la campagna antiebraica, sfociata nell’approvazione delle leggi di Norimberga, che avrebbero dovuto mettere sull’avviso il mondo sulle sue nefaste conseguenze. Seguì un periodo di espansione economica, grazie all’abbassamento delle tasse per industriali disposti ad assumere, al lancio di grandi lavori pubblici e alle grandi somme destinate al riarmo. Ma nel 1938 la situazione cambiò anche in relazione a un’altra crisi mondiale che fece diminuire le esportazioni tedesche e influì nuovamente sull’occupazione. L’alternativa sarebbe stata il rallentamento del riarmo, respinto da Hitler perché in contrasto con la sua visione politica, oppure una politica di diminuzione dei consumi, con il rischio però di perdere il consenso ottenuto anche con l’alto livello di vita garantito. La guerra rimaneva allora l’unica opzione. Una guerra di rapida conquista dell’Europa avrebbe infatti garantito stabilità al regime, grazie all’acquisizione di materie prime, di beni alimentari e manodopera per l’industria tedesca. Questo video offre una panoramica sugli anni Trenta del secolo scorso che fanno da preludio allo scoppio del II conflitto mondiale.