Gesù e le religioni orientali

Prof.ssa Contenti |  Vi propongo un video e una riflessione sul tema "Gesù e le religioni orientali". Nell’induismo, religione che in realtà si esprime in una grande varietà di forme, c’è da dire che, in linea generale, Gesù trova grande considerazione, soprattutto per quanto riguarda il suo carattere mite, gentile e il suo trasmettere pace, bontà e serenità. Considerando che l’induismo non è una religione dottrinale, ma si presenta piuttosto come esperienza spirituale, Gesù viene inteso come colui che spinge l’uomo a guardare la propria interiorità. Gesù viene paragonato al guru, al maestro spirituale, o ad un avatara, ossia ad un’incarnazione del divino, venuto sulla terra per salvare il mondo. Secondo la religione induista ci sono molte incarnazioni del divino, nel passato, nel presente, e di conseguenza nel futuro; ne deriva che Gesù non è considerato il Salvatore unico, assoluto, universale. C’è anche chi pensa che Gesù sia stato l’incarnazione del divino e propriamente di essere stato inviato per ristabilire la legge dell’armonia universale, il dharma. Umile, buono, obbediente, ha rappresentato un vero e proprio modello etico, nonché un ideale mistico. Gandhi era affascinato da Gesù, lo ammirava soprattutto nel racconto del Discorso della montagna  che considerava la sintesi sublime del cristianesimo. Per lui, Gesù è stato un maestro di umanità, il modello del martire che per amore del prossimo arriva a sacrificare la sua vita. Qualche studioso ha visto in alcune dottrine dell’induismo analogie con la Trinità cristiana. Senza dubbio, le differenze ci sono e sono sostanziali. Ad esempio, nella dottrina induista della Saccidananda, le tre componenti, Sat, l’essenza, Cit, la coscienza e Ananda, la gioia, non sono tre persone ben distinte che formano l’unica sostanza divina, come nella religione cristiana, ma tre aspetti di una sola realtà divina. Per quanto concerne la dottrina della Trimurti, definita anche “trinità indù”, le tre divinità, Brahma (il creatore), Vishnu (il conservatore) e Siva (il distruttore), costituiscono i tre aspetti del divino. Secondo questa dottrina, il mondo è sotto un ciclo di creazione, conservazione e dissoluzione, ma questo non spiega altro che il modo di operare del divino nel mondo, e non come sia in se stesso. Inoltre, la seconda divinità della Trimurti, Vishnu, che scende sulla terra non appena c’è bisogno del suo intervento, quando l’umanità è in grande difficoltà, non trova analogia rispetto alla dottrina della Trinità della religione cristiana. È sicuramente chiara la differenza, in quanto, rispetto alla concezione della seconda divinità della Trimurti, il fondamento cristiano è saldo nella fede dell’unica Incarnazione, quella di Gesù Cristo, Verbo fatto carne, venuto in mezzo a noi come unico mediatore assoluto e universale. Se per loro non è strano, anzi è normale che ci siano più incarnazioni, la dottrina cristiana contempla un solo Salvatore.  (l'articolo completo di Margherita Merone su LetterMagazine)