Il fine giustifica i mezzi?

Prof.ssa Francomacaro | Vi propongo un breve video a cura di un docente universitario di letteratura italiana che contesta l'attribuzione della massima "Il fine giustifica i mezzi" a Niccolò Machiavelli, citando un capitolo in particolare dell'opera "Il Principe" di Machiavelli. L'opera è un breve trattato politico scritto da Machiavelli nel 1513. Il tema che intende affrontare è appunto quello del principato, cioè un’organizzazione politica su cui si basava generalmente uno stato territoriale (di dimensioni per lo più regionali) retto da un sovrano con pieni poteri, il Principe appunto. Dopo aver passato in rassegna i modi in cui è possibile impossessarsi del potere, Machiavelli si sofferma soprattutto sul modo in cui il Principe deve agire per mantenere il potere e non perderlo. In questo contesto l’autore dedica ampio spazio al comportamento che il Principe deve assumere nei confronti dei suoi sudditi. È proprio in questi capitoli che alcuni ragionamenti di Machiavelli, se interpretati superficialmente e non contestualizzati, potrebbero apparire molto vicini al concetto riassunto nella frase “il fine giustifica i mezzi”. In altre parole quello che Machiavelli dice è che al fine di mantenere il potere il Principe può ricorrere a qualunque mezzo, anche violento se necessario. Nonostante Machiavelli fosse, da un punto di vista ideologico, un repubblicano, egli riteneva che l’unica forma politica concretamente realizzabile in quel preciso momento storico fosse il principato, organizzazione politica abbastanza diffusa nell’Italia del ’500. Tale discordanza non è strana se consideriamo l’aspetto realista e pragmatico del pensiero di Machiavelli. Il suo metodo d’indagine è quello dello storicismo: egli non vuole descriverci uno Stato perfetto e ideale, non ricerca una forma politica utopica, ma la forma di governo concretamente realizzabile nell’Italia del suo tempo (ricordiamo che siamo nel pieno delle guerre d’Italia, in un momento di grande crisi politica, in cui la penisola è contesa dalle grandi potenze straniere). Dunque, Machiavelli è sì un repubblicano da un punto di vista ideologico, ma è anche un realista, e ritiene che in quel momento storico la migliore forma di governo possibile – e soprattutto realizzabile concretamente – sia il principato.

Qualche domanda sul tema:

1. Il prof. Bruscagli come definisce l'attribuzione a Machiavelli, a torto, della massima "Il fine giustifica i mezzi"?
2. Quale disciplina permette di verificare la verità delle affermazioni di opere del passato?
3. In quale capitolo de "Il Principe" si tratta l'argomento affine alla massima "Il fine giustifica i mezzi"?
4. Il prof. Bruscagli cita spesso la parola "vulgo" utilizzata nell'opera di Machiavelli: com'è possibile tradurla in italiano contemporaneo?
5. Machiavelli giustifica moralmente il male? Sì/No, provate a motivare la risposta.
Quali animali cita nel testo e che cosa rappresentano?
Quale personaggio storico cita? E perché?