Il Neorealismo nel cinema.

Prof.ssa Francomacaro | Negli anni Quaranta del secolo scorso il clima culturale sta cambiando. Il ventennio fascista sembra volgere al termine e il mondo della cultura prende atto della responsabilità che gli intellettuali hanno nei confronti della società. Già il regime fascista aveva intuito che il cinema e la radio erano dei potenti veicoli di informazione e soprattutto di manipolazione dell'opinione pubblica). Sul finire della guerra dunque sarà proprio il cinema a diventare catalizzatore delle masse e della ricostruzione del Paese. In particolare, gli artisti, gli intellettuali e i cineasti dell'epoca daranno vita a quello che passerà sotto il nome di Neorealismo sia nel cinema che nella letteratura. Ora ci occupiamo di cinema! Si tratta di una corrente cinematografica che ritrae la realtà in modo neutro, rappresentando fatti e personaggi con assoluta verosimiglianza, addirittura facendo parlare gli attori in dialetto oppure con espressioni colloquiali, gergali. I film rappresentano le più recenti vicende storiche dell’Italia, cioè la guerra e il periodo della ricostruzione, con attenzione agli strati più umili della popolazione. I soggetti sono ispirati a vicende accadute, i personaggi sono spesso interpretati da attori non professionisti, presi dalla gente del popolo che, sul set, talvolta improvvisano. Ben lontani da ideali di cassetta, i registi di questa corrente, che vive una stagione breve, dal 1945 al 1952, intendono documentare in modo obiettivo la realtà italiana di quegli anni e i drammi subiti dal popolo, nelle città come nelle campagne. Rossellini, De Sica, ma anche Luchino Visconti e Cesare Zavattini, sono mossi da un sincero impegno morale, dal desiderio di poter collaborare alla rinascita del Paese dopo il ventennio fascista e le distruzioni del conflitto bellico. Senza condizionamenti politici e senza secondi fini, questi intellettuali intendono partecipare alla ricostruzione di un nuovo Paese, più sano, più giusto, che offra anche ai deboli le opportunità di guadagnarsi una posizione nella vita.
Vi propongo un video (dura 11 minuti) e due spezzoni dal film  "Roma città aperta", considerato il Manifesto del Neorealismo in Italia, che aiutano a riflettere su personaggi/interpreti, ambientazioni e ruolo della lingua/lingue nel cinema neorealista.
1° spezzone
2° spezzone