Italo Calvino: tra neorealismo e fantasia

Prof.ssa Francomacaro | Italo Calvino, oltre che partigiano, è stato uno dei più importanti scrittori del Novecento. Nato a Santiago de las Vegas (Cuba) nel 1923, trascorre la sua giovinezza a Sanremo e in seguito partecipa alla Resistenza italiana contro i Nazifascisti. Dopo la seconda guerra mondiale si trasferisce a Torino e lì lavora nell’editoria partecipando attivamente alla ricostruzione dell’Italia. Si interessa a diverse discipline che lo portano ad avere una vasta cultura eclettica. Per alcuni anni vive a Parigi; muore nel 1985. Possiamo dividere le opere di Calvino in più periodi. Alla prima fase appartengono le opere del Neorealismo, come Il sentiero dei nidi di ragno e la raccolta Ultimo viene il corvo. In queste opere il Neorealismo è filtrato attraverso la visione soggettiva dello scrittore. Alla seconda fase appartengono le opere fantastiche come la Trilogia degli antenati. Nel 1963 il romanzo La giornata di uno scrutatore e I racconti di Marcovaldo testimoniano l’adesione alla realtà sociale, mentre nel 1965 con le Cosmicomiche inizia una fase sperimentale, che proseguirà con il Castello dei destini incrociati  e le Città invisibili. Nel 1979 esce Se una notte d’inverno un viaggiatore, incentrato sulla tematica della lettura e nel 1983 Palomar. Le Lezioni americane vengono pubblicate postume.  In generale, nelle opere di Calvino troviamo la quotidianità, la realtà ma anche una forte dose di immaginazione. Le due tendenze si mescolano negli scritti dell’autore sempre con una certa analisi razionale. Il fantastico di Calvino è sempre contenuto da una certa razionalità che tante volte viene da temi scientifici. Nell’ultima fase della sua produzione Calvino predilige un modo di scrivere combinatorio che arriva a stravolgere le modalità narrative tradizionali. Un breve video per una panoramica sulla vita di Calvino e per qualche spunto di riflessione sulla sua poetica. Aggiungo anche il link all'articolo di Umberto Eco.